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sabato 20 agosto 2011
Massiccio Gran Sasso: Il castello di Rocca Calascio 19.08.11
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lunedì 15 agosto 2011
Massiccio Sirente Velino: Monte Sirente, via normale (sentiero cai n°13) 14.08.11
Bella camminata, non difficile, ma lunga (almeno 3 ore, sola andata) e faticosa nell'ultimo tratto, dalla fonte Caperno. La prima parte, molto rilassante, fino alla Bocchetta di Prato del Popolo, è nel bosco, dopo è una carrareccia ben tenuta fino alla fonte Caperno. Da qui fare attenzione ai radi segnavia: è facile perdersi. Consigliabile nelle stagioni intermedie, e da evitare con nebbia e brutto tempo: è tutto scoperto e i segnavia spesso si perdono, perché su roccette. Meglio avere con sé un buon navigatore!
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Dalla piazzetta di Ovindoli girare a destra seguendo le indicazioni per il Monte Sirente, proseguendo sempre diritto fino a raggiungere e superare un maneggio (sulla sinistra), e raggiungendo dopo circa un chilometro un' area dove si può parcheggiare, e un cartello vieta di proseguire oltre con la macchina. Dopo poco, a quota 1.340 m., ad un bivio proseguire a sinistra, dove c'è la sbarra. Il sentiero è nel bosco fino al Valico del Prato del Popolo (1.607 m). Fin qui è una buona strada in terra battuta, dopo si piega a sinistra e si prosegue su un buon itinerario, ma leggermente più sconnesso. Anche senza segnavia il percorso è evidente. A quota 1.720 m, dopo circa un chilometro, prendere la pista che sale verso nord. Da qui il percorso è ancora evidente fino alla Fonte Caperno (priva d'acqua!) a 1.848 m. La fonte si trova sulla destra, in basso rispetto al sentiero, invece bisogna individuare a sinistra i segnavia che conducono verso Nord Est. Da qui in poi sono fondamentali per seguire il sentiero, anche se la cima è abbastanza evidente. La difficoltà è data dal fatto che sono tutti su piccole roccette, a parte qualche ometto, e si trovano parecchi segnavia di vecchi tracciati (ovviamente le bandierine non sono numerate!). L'ultimo tratto è quello più faticoso (fin adesso era stata una passeggiata) ma il panorama in cima ripaga dell'energia spesa. E' bene anche al ritorno fare attenzione ai segnavia, perche si perde la traccia facilmente, anche se la direzione è quella del monte della Magnola, che si riconosce bene per le sue deturpanti piste da sci.
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| Val d'Arano, Parcheggio |
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| Bivio quota 1340: a sinistra |
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| Valico del Prato del Popolo |
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| Deviazione a destra, quota 1.720 m |
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| Fonte Caperno, 1.848 m |
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| Monte Sirente, 2.348 m |
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media difficoltà
domenica 7 agosto 2011
Massiccio Sirente Velino: da Rocca di Mezzo al Rifugio Sebastiani per i Piani di Pezza 07.08.11
Escursione funestata da un piccolo infortunio a mia figlia. Niente di grave, però poco dopo metà strada la nostra famigliola è costretta a rientrare. Ho postato comunque la traccia e delle indicazioni di percorso.
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Da Rocca di Mezzo (AQ) si prende via di Pezza, seguendo le indicazioni per il ristorante Rifugio del Lupo. Si raggiunge dopo circa 4 km. un grande piazzale, in località Vado di Pezza (1.468 m.). Da qui, andando prima a sinistra di fronte al Ristorante Rifugio del Lupo e poi girandogli intorno a destra, si potrebbe proseguire in macchina fino a Capo Pezza (1.535 m), seguendo una dissestata carrareggia di 5 km. ma è sicura solo per i fuoristrada. A Capo di Pezza un divieto impedisce di proseguire oltre in macchina, e poco oltre un cartello ci indica il sentiero per il Sebastiani, sulla destra. Il tracciato è ben segnalato con i classici segnalini bianco\rossi (sentiero A1 del CAI) Si prosegue nel bosco. A 1.790 metri un cartello a un bivio ci indica il sentiero per il Sebastiani sulla destra. Si prosegue uscendo dal bosco. Il sentiero si inerpica fino alla cresta, o Cimata di Pezza: da qui si gode la vista sulla valle del Puzzillo e sul Rifugio Sebastiani, sotto le pareti del Costone della Cerasa.
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| Rocca di Mezzo - Via di Pezza |
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| Parcheggio Vado di Pezza |
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| Capo di Pezza |
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| Bivio Val Cerchiata, 1790 m. |
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lunedì 25 luglio 2011
Monti Simbruini: girovagando intorno al Monte Autore 24.07.11
Splendido anello intorno al Monte Autore, fra le montagne forse più belle e più alpine fra quelle che circondano Roma, attraversando affollate aree picnic e sentieri in mezzo ai boschi dove non si incontra anima viva, 17,4 km di totale immersione nella natura. E dire che era cominciata male...
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Quando sono arrivato, alle 8,30 il tempo non era dei migliori: il cielo era nuvoloso, ma non c'era nebbia; quindi ho deciso di proseguire fin dove sarei potuto arrivare. Il sentiero fino alle vedute è una ampia carrareccia (volendo si arriva alle Vedute anche in macchina). Lungo il percorso, una stazione metereologica sembra un osservatorio. In mezz'ora si arriva a Le Vedute, punto panoramico dove si gode la vista delle cime più alte del Parco dei Simbruini: il MonteTarino (1961m.), il Monte Cotento (2015 m.) ed il Monte Viglio (2156 m.). Da qui si prosegue in basso per il santuario. Dopo alcune croci si incontra l'unica fonte perenne dei Simbruini, la Fonte della Fossagliola, o Gli Scifi (1.687 m.). Il tempo va migliorando e lentamente si apre e in un ora si arriva al Santuario della Santissima Trinità. (1.337 m.), antico luogo di culto dove si conserva un affresco bizantineggiante rappresentante la trinità (piuttosto raro). Attenzione alla domenica! E' molto affollato, perchè il santuario è molto venerato nella zona, c'è un fiorente mercato di bancarelle e la folla rallenta il passaggio.Da qui bisogna raggiunger l'area parcheggio, dritti e in alto, e cercare di fronte il cartello che indica il percorso, che attraversa il bosco di fronte. Si scende nel bosco fino al Campo della Pietra, un ampio pianoro dove al alto opposto si trova in Rifugio SAIFAR (1.328 m.). Non pensate di entrare dentro a rifocillarvi: è recintato come fosse proprietà privata! Io comunque ho fato tappa qua, e dopo essermi rifocillato, sono ripartito per un sentiero, non molto distinto, che prosegue in direzione Colle Cerasuolo, nel bosco di fronte al rifugio, in mezzo alle due strade che vanno a nord e a sud. Da qui in poi è stato meraviglioso: quattro ore senza incontrare anima viva, nel silenzio delle faggete. Era veramente surreale. Mi sono aiutato col navigatore per trovare la svolta a sinistra che mi riportava verso il Monte Autore, perché passava in mezzo a un cespuglio (vedi foto). Poi ho seguito un torrente in secca che risaliva l'Autore. Nel bosco ho perso il segnale, e mi sono aiutato con la bussola, direzione sud. Un bel mazzo però l'ultimo tratto nel bosco, ripido e scivoloso! Vedere la luce appena sotto la cima del Monte Autore non mi è sembrato vero. Sarei potuto salire in cima in 10 minuti, ma ero stanco e ho seguito la traccia che portava a Le Vedute. Alle quattro, dopo 7 ore di camminata, ero al parcheggio di Monna dell'Orso. Alle cinque (non apre prima al pomeriggio) ero a prendere un cabaret di paste all'ottima pasticceria all'ingresso di Subiaco: da provare!
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| Parcheggio Monna dell'Orso 1.633 m. |
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| Stazione Metereologica, 1.670 m. |
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| Le Vedute, 1.773 m. |
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| Fonte Gli Scifi, 1.687 m. |
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| Santuario della Santissima Trinità |
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| Cartello per il Campo della Pietra |
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| Rifugio SAIFAR, 1.328 m. |
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| Svolta in mezzo al cespuglio |
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| Pasticceria all'ingresso di Subiaco |
domenica 8 maggio 2011
Monti Lucretili: Pizzo Pellecchia, 08.05.11
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| Pizzo Pellecchia, 1.327 m. |
L'idea era quella di seguire una traccia ad anello che saliva al Monte Pellecchia, ma puntualmente, come ogni volta che vengo sui Lucretili, ci siamo persi, anche col navigatore. Fortunatamente abbiamo incontrato chi ci ha aiutato, sia all'andata che al ritorno, anzi ci hanno anche regalato un carta, molto ben fatta, dei Lucretili, edita dall'ente parco. Così la prossima volta sfideremo la norma.
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domenica 3 aprile 2011
Massiccio Sirente Velino: Ciaspolata da Campo Felice alla capanna dei pastori 03.04.11
| Delogu |
| (foto Delogu) |
| (foto Delogu) |
Val Puzzillo con il costone sullo sfondo e la capanna dei pastori al centro (foto Delogu)
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lunedì 28 marzo 2011
Monti Aurunci: da Maranola alla chiesa rupestre di San Michele 27.03.2011
Bella passeggiata, breve e intensa, organizzata dal gruppo di lega Ambiente Lidia Semerari sul tracciato finale del sentiero CAI 59, che porta alla cima del Redentore. Doveva essere anche la nostra meta, ma una serie di ritardi e una fitta nebbia ci hanno costretto a fermarci alla chiesa rupestre di San Michele. Il Santuario di San Michele Arcangelo, incastonato nella roccia di Monte Altino a 1158 m. di altitudine, sotto la cima del Redentore, è un piccolo eremo risalente all'830 d.C. Da Maranola bisogna prendere la strada che porta al Redentore e fermarsi alla casa forestale della comunità montana, dove si può parcheggiale in un piccolo piazzale. Il sentiero è ben tracciato poiché è percorso da due processioni, a giugno e a settembre, che dal paese portano una statua di San Michele all'eremo e la riconducono a Maranola. Il percorso è facile e adatto a tutti, per quanto sempre in salita, ma sconsigliabile sotto il sole forte, perché tutto esposto; tuttavia si gode un bellissimo panorama del golfo di Gaeta.
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| la mano di Dio |
| ? |
| Vista sul golfo di Gaeta |
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lunedì 13 dicembre 2010
Massiccio Sirente Velino: da Campo Felice al rifugio Sebastiani 12.12.10
Un percorso classico, che le condizioni meterologiche hanno reso avventuroso. Fortuna ha voluto che dall'ultima gita avevo deciso di usare del vestiario più invernale: faceva -1 e tirava un forte vento. Dopo una veloce colazione all'albergo Alantino (quota 1.540 m.), ho scavallato il crinale di fronte e ho risalito la carrareccia che conduce alla vecchia miniera di bauxite (quota 1.640 m.) Da qui cominciano anche i segnali cai per il rifugio. Dopo un breve tratto nel bosco, la strada prosegue nella stretta valle del Puzzillo fino alla capanna dei pastori (chiamata austeramente dal navigatore Rifugio Puzzillo, quota 1.838m. ma è assolutamente inutilizzabile, salvo tempesta, in quanto pavimentata a letame). Si prosegue sul sentiero costeggiando il fontanile. Io ho proseguito sostanzialmente diritto, non seguendo la traccia del navigatore, che riportava il percorso normale, ma quelle delle piste di fondo (di fatto seguivo le orme di 2 escursionisti che mi precedevano di un quarto d'ora). Da qui in poi la neve superava i 20 cm ed era bella ghiacciata, perciò ho ringraziato la bella pensata di portare i bastoncini e gli scarponi pesanti. Non nego di essere cascato un bel pò di volte, sopratutto in discesa. Giunto a circa 100 metri dal rifugio, che è sulla sinistra della valle, in alto sotto le pareti di roccia, vedo delle enormi nubi che oscurano il cielo apparire da dietro le pareti del Costone. Fino a qual momento mi aveva riscaldato il sole, nonostante il vento freddo. Ci penso un pò sù, e rapidamente decido per il ritorno. E credo di aver fatto bene, perchè le nuvole, con freddo e brutto tempo mi hanno seguito fino a Campo felice, dove ha cominciato a piovigginare.
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lunedì 6 dicembre 2010
Monti Lucretili: da Orvinio a Scandriglia 05.12.10
Bel percorso, tutto in discesa, costeggiando un torrente in mezzo ai Lucretili. Noi eravamo col gruppo escursionistico di LegAmbiente Lidia Semerari, quindi abbiamo portato delle macchine al punto di arrivo per fare a piedi solo l'andata, ma nulla vieta di rifarsela in salita al ritorno, il dislivello è di 400 metri.
Dalle Pratarelle, località sopra Orvinio (prendere la strada della Grunaleta verso Scandriglia) abbiamo seguito il bordo di un torrente incontrando simpatiche cascatelle, e diverse specie vegetali dei Lucretili, come pungitopo, equiseti, aceri. A metà strada sosta al monastero abbandonato di S.Benedetto. Di lì in poi un sentiero asfaltato in cemento costeggia terreni più o meno abbandonati. All'arrivo a Scandriglia siamo stati accolti dalle bancarelle della sagra dell'olio novello. Io ho portato anche i bambini, ma a loro è sembrata un pò lunga (succede quando si supera l'ora e mezza, fosse anche solo in discesa); vero è che faceva anche piuttosto freddo (4°).
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domenica 28 novembre 2010
Subiaco: Monastero di S. Benedetto 28.11.10
E' la seconda domenica che piove a dirotto, ma questa volta abbiamo deciso di rischiare, Roberto, Giulio ed io, direzione Simbruini. Magari ci scappano un paio d'ore senza pioggia. Niente da fare. Allora ci siamo diretti al monastero di S. Benedetto, a Subiaco. E' la seconda volta che lo visito sotto la pioggia. Il luogo è sempre inquietante, il silenzio, le montagne della stretta valle davanti, creano un atmosfera rarefatta, quasi sospesa. All'interno, i bellissimi affreschi medioevali. Nella cappella di S. Gregorio, uno famoso raffigurante S. Francesco prima delle stimmati. Nella parte inferiore, il sacro speco, la grotta dove S. Benedetto pregava e parlava alla gente.
Volevamo visitare anche il monastero di S. Scolastica, ma era pausa pranzo; per non commettere lo stesso errore, tenete presente l'orario di apertura.
Per informazioni più dettagliate, visitate il sito:monastero-di-san-benedetto-subiaco
| ingresso (Delogu) |
| camminatoio (Delogu) |
| veduta del monastero (Delogu) |
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lunedì 8 novembre 2010
Monti Ernici: Cascate di Zompo lo Schioppo da Morino 07.11.2010
Breve passeggiata in mezzo al bosco, ben segnata. Le cascate in questo periodo non sono al massimo, ma lo spettacolo visivo e sonoro è comunque di prim'ordine. Diversi tavolini per le soste.
Le foto sono di Roberto.
Le foto sono di Roberto.
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lunedì 25 ottobre 2010
Monti Simbruini: al santuario della SS. Trinità da Le Vedute 24.10.10
Dopo 15 giorni di nuovo in marcia, questa volta con l'amico Roberto. Con l'auto siamo arrivati per la carrareggia che si diparte da Campo dell'Osso sino alle Vedute, dove però poco si vedeva a causa della nebbia. Piacevole il percorso fra i boschi dei monti Simbruini, tutto in discesa all'andata (ovviamente al ritorno il contrario), con meta il santuario della SS. Trinità, dove si trovano degli splendidi affreschi medioevali. Peccato per la pioggia e la fitta nebbia al ritorno, e nonostante il navigatore ci siamo persi (abbiamo seguito un'altra traccia!).
lunedì 11 ottobre 2010
Monti Simbruini: sul Monte Autore da Campo dell'Osso 10.10.2010
Ho ripreso l'attività escursionistica con una breve e facile camminata su montagne non troppo distanti da Roma, i Simbruini. Siamo partiti, Rita e io alle 7, e alle 14 eravamo a casa. Il percorso è in gran parte sulla carrareggia che parte dal parcheggio di campo dell'Osso, sopra Monte Livata, è adatto anche ai bambini (mi riprometto di farlo con i miei), ed è molto bello nei suoi colori autunnali. Sicuramente deve essere bello anche d'estate, perchè in buona parte nel bosco. Alle Vedute (1.753 m.) si piega a sinistra nel bosco, e in 15 minuti si raggiunge la vetta (1.856 m.), segnata da un esagono metallico dell'Istituto Geografico Militare. In tutto abbiamo impiegato 2 ore fra andata e ritorno. Qui ho registrato il mio primo tracciato gps in montagna.
Da non perdere la pasticceria a sinistra prima di entrare a Subiaco!
Da non perdere la pasticceria a sinistra prima di entrare a Subiaco!
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