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sabato 11 gennaio 2020

11 gennaio 2020: Giro del Lago del Turano

Corsa al Lago del Turano in un paesaggio veramente appenninico, accompagnato da un clima invernale (- 4° alle 8:00, brina sui rami e ghiaccio sull'asfalto in ombra). Poche macchine, forse 20 in tutta la mattinata, basta arrivare prima dei motociclisti (mezzogiorno e passa). Si può fare in 4 ore camminando. Avrei voluto completare il giro con l'ultimo ponte verso Paganico, ma era in corso una battuta di caccia al cinghiale!
Il lago e Castel di Cora da Paganico



domenica 29 settembre 2019

29 settembre 2019: da Le Vedute al Santuario della Santissima Trinità e ritorno

Sono tornato con il mio amico Roberto sul sentiero 22 dei Simbruini, che dalle Vedute porta al Santuario della Santissima Trinità. Un'escursione tranquilla per provare l'app Oruxmap, un software per cellulare che permette di registrare tracce e seguire rotte proprio come un vero navigatore.
Ma ne parlerò in un capitolo a parte.


domenica 22 settembre 2019

2019.09.15 Si torna a pubblicare! Gran Giro della Pineta Sacchetti

Dopo molto tempo si torna a pubblicare, gli impegni di lavoro e un po' di pigrizia avevano interrotto questo lavoro di memoria. Non che abbia smesso di camminare, ma in fondo sono tornato sempre sugli stessi tracciati e non ho percorso nuovi itinerari. Mi piace pubblicare questo percorso, perché  è un nuovo percorso ed è nel cuore di Roma, a pochi passi da casa.
Era parecchio tempo che volevo esplorare il Parco della Pineto, in zona chiamato La Pineta Sacchetti, un'eredità dei principi Torlonia e un piccolo scrigno di macchia mediterranea nel cuore di Roma.
Il Parco Regionale Urbano del Pineto, istituito con Legge Regionale nel 1987, si estende per 240 ettari tra Via della Pineta Sacchetti e Via Trionfale. La parte che costeggia Via della Pineta Sacchetti è quella più frequentata, da famiglie con bambini, runners e dalla comunità filippina la domenica: la presenza dei pini offre ombra costante e frescura, specie in estate (in realtà si corre male per la polvere, le radici, e la brevità dei percorsi, ma va bene per cominciare). La parte che scende nella Valle dell'Inferno (si chiama proprio così) sottostante è la più selvaggia, e anche i sentieri non sono facilissimi, scavati dall'acqua nella sabbia (eredità dell'origine marina del luogo) in canali ripidi e sabbiosi. Però permettono di camminare all'ombra di cespugli di mirto, di ginestra e di genzianella, i querce da sughero e lentisco, e sembra di immergersi nella natura incontaminata di secoli fa. Un'esperienza da provare.


Visualizza i dati del percorso su Wikiloc e\o scarica la traccia

venerdì 25 aprile 2014

2014.04.25 Dal Rifugio Angelo Sebastiani al Monte Terminillo

Una splendida giornata per festeggiare il giorno della liberazione in alta montagna. Quest'anno l'inverno si è prolungato fino a fine aprile, quindi parte del sentiero era ancora innevato. Non abbiamo indossato i ramponi, ma abbiamo dovuto usare un pò la piccozza. Breve ma intensa, la salita per la via normale al Terminillo riserva sempre un piacere, sarà per lo stare sempre in cresta o il paesaggio che regala una giornata spazzata dai venti, o sapere che al ritorno ci aspetta la cucina del rifugio. La tracciatura del sentiero era ben visibile nonostante la neve, che specialmente in vetta ci ha regalato uno spettacolo unico.


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Bob and Me
 (foto Teratone)

Crochi (foto Teratone)



lunedì 7 aprile 2014

2014.04.06 Monte Terminilletto


Speravo di arrivare in cima al Terminillo, ma la strada al rifugio era bloccata a Pian delle Valli. Pericolo di valanghe, hanno detto. Non si poteva rinunciare ad una bella camminata sulla neve, la giornata era stupenda! Così, lasciati moglie e figli a giocare con la neve, mi sono diretto sul Monte Terminilluccio (1.864 mlm), la vetta piena di antenne che si trova sopra Pian delle Valli. Ho voluto provare questa volta ad usare il cellulare per tracciare il percorso, ma il collegamento internet non funzionava e quindi non ho riportato alcuna traccia. In compenso ho fatto alcune foto e su quelle ho tracciato il percorso, che peraltro era ben visibile. Niente di che, una camminata di mezz'ora  in salita e di un quarto d'ora in discesa, ma estremamente intensa e piacevole. Però, da fare attrezzati, meglio se con racchette e bastoncini (che noleggiano a Pian delle Valli, ma dalle 10 in poi!)


lunedì 19 settembre 2011

Monti Simbruini: l'anello del monte Autore 18.09.11


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Piacevole percorso, durato 6 ore (il dato non appare su Wikiloc). E' il classico anello che passa per il santuario e il Monte Autore.

Bosco (Delogu)
Paesaggio (Delogu)
Vallepietra (Delogu)
La Tagliata (Delogu)
Monte Autore (Delogu)




lunedì 15 agosto 2011

Massiccio Sirente Velino: Monte Sirente, via normale (sentiero cai n°13) 14.08.11

Bella camminata, non difficile, ma lunga (almeno 3 ore, sola andata) e faticosa nell'ultimo tratto, dalla fonte Caperno. La  prima parte, molto rilassante, fino alla Bocchetta di Prato del Popolo, è nel bosco, dopo è una carrareccia ben tenuta fino alla fonte Caperno. Da qui fare attenzione ai radi segnavia: è facile perdersi. Consigliabile nelle stagioni intermedie, e da evitare con nebbia e brutto tempo: è tutto scoperto e i segnavia spesso si perdono, perché su roccette. Meglio avere con sé un buon navigatore!

Visualizza Massiccio Sirente Velino: il Sirente da Ovindoli 14.08.11 in una mappa di dimensioni maggiori
Scarica le tracce gpx da Alpidia 
Visualizza i dati percorso su Wikiloc

Val d'Arano, Parcheggio
Bivio quota 1340: a sinistra
Valico del Prato del Popolo
Deviazione a destra, quota 1.720 m
Fonte Caperno, 1.848 m
Monte Sirente, 2.348 m
Dalla piazzetta di Ovindoli girare a destra seguendo le indicazioni per il Monte Sirente, proseguendo sempre diritto fino a raggiungere e superare un maneggio (sulla sinistra), e raggiungendo dopo circa un chilometro un' area dove si può parcheggiare, e un cartello vieta di proseguire oltre con la macchina. Dopo poco, a quota 1.340 m., ad un bivio proseguire a sinistra, dove c'è la sbarra. Il sentiero è nel bosco fino al Valico del Prato del Popolo (1.607 m). Fin qui è una buona strada in terra battuta, dopo si piega a sinistra e si prosegue su un buon itinerario, ma leggermente più sconnesso. Anche senza segnavia il percorso è evidente. A quota 1.720 m, dopo circa un chilometro,  prendere la pista che sale verso nord. Da qui il percorso è ancora evidente fino alla Fonte Caperno (priva d'acqua!) a 1.848 m. La fonte si trova sulla destra, in basso rispetto al sentiero, invece bisogna individuare a sinistra i segnavia che conducono verso Nord Est. Da qui in poi sono fondamentali per seguire il sentiero, anche se la cima è abbastanza evidente. La difficoltà è data dal fatto che sono tutti su piccole roccette, a parte qualche ometto, e si trovano parecchi segnavia di vecchi tracciati (ovviamente le bandierine non sono numerate!). L'ultimo tratto è quello più faticoso (fin adesso era stata una passeggiata) ma il panorama in cima ripaga dell'energia spesa. E' bene anche al ritorno fare attenzione ai segnavia, perche si perde la traccia facilmente, anche se la direzione è quella del monte della Magnola, che si riconosce bene per le sue deturpanti piste da sci.