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domenica 12 giugno 2022

Ritorno su Monte Gennaro (e tre!)

 Sono ritornato su Monte Gennaro per registrare una traccia più pulita. Così sono tornato a Marcellina e all'altezza del primo murales di Luis Gomez, "Teodora", un'anziana abitante del paese e testimone del passato industriale del posto, una ex cava di calcare i cui manufatti sono stati abbelliti dai murales dell'artista, ho girato a sinistra in via del prato favale. Sono 7 chilometri asfaltati che portano alla partenza del sentiero, dove si può parcheggiare. Il sentiero è abbastanza ben tracciato, con bandierine e qualche freccia rossa, però è facile perdersi. Quasi sempre nel bosco, è adatto all'estate. A fine maggio, inizio giugno si trovano le fragoline di bosco.

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martedì 4 gennaio 2022

Monte Gennaro, o Monte Zappi (1271 mlm); dalla vecchia miniera sopra Marcellina

Dalla vecchia miniera d'oro sopra Marcellina (bellissimo il murales dell'artista Luiz Gomez che riproduce il volto di una vecchia minatrice, Teodora) si percorrono altri 6,5 km di strada asfaltata, finchè non termina e inizia il sentiero. Da qui si prosegue seguendo i segnali, a volte ben visibili, a volte meno: consigliabile seguire la traccia su un software di navigazione escursionistica. Panorama invernale e cima piena di nebbia. Fortunatamente la temperatura mite ha reso piacevole questo facile percorso, ma da non sottovalutare per la possibilità di perdersi.

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venerdì 6 agosto 2021

Ritorno sul Monte Pellecchia (1370 mlm) (dalla Pineta di Monteflavio. Anello in senso orario: consigliato!)

Sono tornato sul percorso  fatto con Walter l'anno scorso non una ma due volte, per registrare una traccia fatta bene, con i waypoints nei punti in cui ci sono biforcazioni. Sì, perchè sul Pellecchia è facile perdersi senza navigatore, le bandierine ormai tendono a scolorirsi e non sono nè molte nè evidenti. Poi meglio fare l'anello in senso orario, si segue meglio la traccia. Percorso ottimo in estate, per lo più nel bosco, anche in alcuni tratti in cresta!

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venerdì 19 giugno 2020

Venerdì 19 giugno 2020: Monte Pellecchia (1 370 m.) da Monteflavio

Col mio amico Walter e suo figlio tredicenne Andrea sono tornato dopo 9 anni sul Pellecchia, facendo un anello che ci ha consentito di salire in cresta sia del Monte (1368 m.) che del Pizzo Pellecchia (1325 m.). Piacevole camminata, un pò lunghetta (sarà l'età che avanza!): 3 ore all'andata e così al ritorno, per un totale di 14 km. Percorso copiato da Wikilok, tracciato da Swisscow. Percorso facile, da fare con attenzione per non perdersi. Al ritorno nel bosco, perciò ottimo d'estate. Fragoline in questo periodo. Resti di un aereo caduto nel 1960 lungo il percorso di ritorno.
 
 
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venerdì 3 gennaio 2020

Domenica 13 Ottobre 2019: Anello ai Prati di Cottanello

Percorso facile e breve, adatto alle famiglie con bambini, sempre in ombra e quindi adatto all'estate (sempre che non ci siano troppe mosche perchè è zona di pascolo per gli animali). Le casette sembrano la rappresentazione in scala reale di un presepe, e infatti a Natale la Proloco di Cottanello organizza un presepe vivente. Da visitare anche il caratteristico borgo vicino, e l'Eremo di San Cataldo.


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Eremo di San Cataldo

Cottanello


domenica 22 settembre 2019

2019.09.15 Si torna a pubblicare! Gran Giro della Pineta Sacchetti

Dopo molto tempo si torna a pubblicare, gli impegni di lavoro e un po' di pigrizia avevano interrotto questo lavoro di memoria. Non che abbia smesso di camminare, ma in fondo sono tornato sempre sugli stessi tracciati e non ho percorso nuovi itinerari. Mi piace pubblicare questo percorso, perché  è un nuovo percorso ed è nel cuore di Roma, a pochi passi da casa.
Era parecchio tempo che volevo esplorare il Parco della Pineto, in zona chiamato La Pineta Sacchetti, un'eredità dei principi Torlonia e un piccolo scrigno di macchia mediterranea nel cuore di Roma.
Il Parco Regionale Urbano del Pineto, istituito con Legge Regionale nel 1987, si estende per 240 ettari tra Via della Pineta Sacchetti e Via Trionfale. La parte che costeggia Via della Pineta Sacchetti è quella più frequentata, da famiglie con bambini, runners e dalla comunità filippina la domenica: la presenza dei pini offre ombra costante e frescura, specie in estate (in realtà si corre male per la polvere, le radici, e la brevità dei percorsi, ma va bene per cominciare). La parte che scende nella Valle dell'Inferno (si chiama proprio così) sottostante è la più selvaggia, e anche i sentieri non sono facilissimi, scavati dall'acqua nella sabbia (eredità dell'origine marina del luogo) in canali ripidi e sabbiosi. Però permettono di camminare all'ombra di cespugli di mirto, di ginestra e di genzianella, i querce da sughero e lentisco, e sembra di immergersi nella natura incontaminata di secoli fa. Un'esperienza da provare.


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martedì 6 agosto 2013

2013.08.05 Concerto al Rifugio Sebastiani (Massiccio Velino Sirente)

La traccia è nel post precedente. Sono tornato con i bambini al rifugio Sebastiani per seguire il concerto di Pierino e il lupo di Prokofiev, in occasione del 150° anniversario del CAI. Che dire? Lo scenario valeva da solo  la fatica della salita, specie in estate, mentre il caldo imperversava a Roma, dato che il percorso è per più di metà nel bosco (peccato che le mosche si fossero rifugiate tutte lì). Ma la magia di ascoltare un esecuzione di 7 artisti del Teatro dell'Opera di Roma, come la mastercard, non ha prezzo. Complimenti al Rifugio Sebastiani e al suo ricco programma estivo.


lunedì 18 giugno 2012

2012.06.17 Capo di Pezza-Rif. Sebastiani (Massiccio Velino Sirente)



Finalmente ho raggiunto il rifugio Sebastiani (anche se in realtà è probabile che ci sia già stato, ma non  ricordo quando). Dopo una tranquilla camminata per lo più nel bosco, la polenta di Eleonora Saggiolo, gestrice del rifugio, e autore del libro "50 ricette 50 rifugi" è quello che ci vuole per assaporare la piena felicità del corpo e della mente. Peccato per mosche e pulci, presenti in gran numero all'esterno del rifugio. Percorso estivo, da considerare il ricco programma ludico-culturale  dei weekend (http://www.rifugiovincenzosebastiani.it/appuntamenti_2.html)

sentiero (Delogu)
Piani di Pezza (Delogu)
Val Puzzillo (Delogu)
Viole di Eugenia (Delogu)
Myosotis, o Non ti scordar di me (Delogu)
Foglie (Delogu)

domenica 7 agosto 2011

Massiccio Sirente Velino: da Rocca di Mezzo al Rifugio Sebastiani per i Piani di Pezza 07.08.11

Escursione funestata da un piccolo infortunio a mia figlia. Niente di grave, però poco dopo metà strada la nostra famigliola è costretta a rientrare. Ho postato comunque la traccia e delle indicazioni di percorso.

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Rocca di Mezzo - Via di Pezza 
Parcheggio Vado di Pezza
Capo di Pezza
Bivio Val Cerchiata, 1790 m.
Da Rocca di Mezzo (AQ) si prende via di Pezza, seguendo le indicazioni per il ristorante Rifugio del Lupo. Si raggiunge dopo circa 4 km. un grande piazzale, in località Vado di Pezza (1.468 m.). Da qui, andando prima a sinistra di fronte al Ristorante Rifugio del Lupo e poi girandogli intorno a destra, si potrebbe proseguire in macchina fino a Capo Pezza (1.535 m), seguendo una dissestata carrareggia di 5 km. ma è sicura solo per i fuoristrada. A Capo di Pezza un divieto impedisce di proseguire oltre in macchina, e poco oltre un cartello ci indica il sentiero per il Sebastiani, sulla destra. Il tracciato è ben segnalato con i classici segnalini bianco\rossi (sentiero A1 del CAI) Si prosegue nel bosco. A 1.790 metri un cartello a un bivio ci indica il sentiero per il Sebastiani sulla destra. Si prosegue uscendo dal bosco. Il sentiero si inerpica fino alla cresta, o Cimata di Pezza: da qui si gode la vista sulla valle del Puzzillo e sul Rifugio Sebastiani, sotto le pareti del Costone della Cerasa.

lunedì 25 luglio 2011

Monti Simbruini: girovagando intorno al Monte Autore 24.07.11

Splendido anello intorno al Monte Autore, fra le montagne forse più belle e più alpine fra quelle che circondano Roma, attraversando affollate aree picnic e sentieri in mezzo ai boschi dove non si incontra anima viva, 17,4 km di totale immersione nella natura. E dire che era cominciata male...

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Parcheggio Monna dell'Orso 1.633 m.
Stazione Metereologica, 1.670 m.
Le Vedute, 1.773 m.
Fonte Gli Scifi, 1.687 m.
Santuario della Santissima Trinità  
Cartello per il Campo della Pietra
Rifugio SAIFAR, 1.328 m.
Svolta in mezzo al cespuglio
Pasticceria all'ingresso di Subiaco
Quando sono arrivato, alle 8,30 il tempo non era dei migliori: il cielo era nuvoloso, ma non c'era nebbia; quindi ho deciso di proseguire fin dove sarei potuto arrivare. Il sentiero fino alle vedute è una  ampia carrareccia (volendo si arriva alle Vedute anche in macchina). Lungo il percorso, una stazione metereologica sembra un osservatorio. In mezz'ora si arriva a Le Vedute, punto panoramico dove si gode la vista delle cime più alte del Parco dei Simbruini:  il MonteTarino (1961m.), il Monte Cotento (2015 m.) ed  il Monte Viglio (2156 m.). Da qui si prosegue in basso per il santuario. Dopo alcune croci si incontra l'unica fonte perenne dei Simbruini, la Fonte della Fossagliola, o Gli Scifi (1.687 m.). Il tempo va migliorando e lentamente si apre e in un ora si arriva al Santuario della Santissima Trinità. (1.337 m.), antico luogo di culto dove si conserva un affresco bizantineggiante rappresentante la trinità (piuttosto raro). Attenzione alla domenica! E' molto affollato, perchè il santuario è molto venerato nella zona, c'è un fiorente mercato di bancarelle e la folla rallenta il passaggio.Da qui bisogna raggiunger l'area parcheggio, dritti e in alto, e cercare di fronte il cartello che indica il percorso, che attraversa il bosco di fronte. Si scende nel bosco fino al Campo della Pietra, un ampio pianoro dove al alto opposto si trova in Rifugio SAIFAR (1.328 m.). Non pensate di entrare dentro a rifocillarvi: è recintato come fosse proprietà privata! Io comunque ho fato tappa qua, e dopo essermi rifocillato, sono ripartito per un sentiero, non molto distinto, che prosegue in direzione Colle Cerasuolo, nel bosco di fronte al rifugio, in mezzo alle due strade che vanno a nord e a sud. Da qui in poi è stato meraviglioso: quattro ore senza incontrare anima viva, nel silenzio delle faggete. Era veramente surreale. Mi sono aiutato col navigatore per trovare la svolta a sinistra che mi riportava verso il Monte Autore, perché passava in mezzo a un cespuglio (vedi foto). Poi ho seguito un torrente in secca che risaliva l'Autore. Nel bosco ho perso il segnale, e mi sono aiutato con la bussola, direzione sud. Un bel mazzo però l'ultimo tratto nel bosco, ripido e scivoloso! Vedere la luce appena sotto la cima del Monte Autore non mi è sembrato vero. Sarei potuto salire in cima in 10 minuti, ma ero stanco e ho seguito la traccia che portava a Le Vedute. Alle quattro, dopo 7 ore di camminata, ero al parcheggio di Monna dell'Orso. Alle cinque (non apre prima al pomeriggio) ero a prendere un cabaret di paste all'ottima pasticceria all'ingresso di Subiaco: da provare!   

lunedì 6 dicembre 2010

Monti Lucretili: da Orvinio a Scandriglia 05.12.10

Bel percorso, tutto in discesa, costeggiando un torrente in mezzo ai Lucretili. Noi eravamo col gruppo escursionistico di LegAmbiente Lidia Semerari, quindi abbiamo portato delle macchine al punto di arrivo per fare a piedi solo l'andata, ma nulla vieta di rifarsela in salita al ritorno, il dislivello è di 400 metri.
Dalle Pratarelle, località sopra Orvinio (prendere la strada della Grunaleta verso Scandriglia) abbiamo seguito il bordo di un torrente incontrando simpatiche cascatelle, e diverse specie vegetali dei Lucretili, come pungitopo, equiseti, aceri. A metà strada sosta al monastero abbandonato di S.Benedetto. Di lì in poi un sentiero asfaltato  in cemento costeggia terreni più o meno abbandonati. All'arrivo a Scandriglia siamo stati accolti dalle bancarelle della sagra dell'olio novello. Io ho portato anche i bambini, ma a loro è sembrata un pò lunga (succede quando si supera l'ora e mezza, fosse anche solo in discesa); vero è che faceva anche piuttosto freddo (4°).

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lunedì 8 novembre 2010

Monti Ernici: Cascate di Zompo lo Schioppo da Morino 07.11.2010

Breve passeggiata in mezzo al bosco, ben segnata. Le cascate in questo periodo non sono al massimo, ma lo spettacolo visivo e sonoro è comunque di prim'ordine. Diversi tavolini per le soste.
Le foto sono di Roberto.
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torrente Lo Schioppo, (foto Delogu)

bosco (foto Delogu)


tappeto di foglie (foto Delogu)


lunedì 25 ottobre 2010

Monti Simbruini: al santuario della SS. Trinità da Le Vedute 24.10.10

Dopo 15 giorni di nuovo in marcia, questa volta con l'amico Roberto. Con l'auto siamo arrivati per la carrareggia che si diparte da Campo dell'Osso sino alle Vedute, dove però poco si vedeva a causa della nebbia. Piacevole il percorso fra i boschi dei monti Simbruini, tutto in discesa all'andata (ovviamente al ritorno il contrario), con meta il santuario della SS. Trinità, dove si trovano degli splendidi affreschi medioevali. Peccato per la pioggia e la fitta nebbia al ritorno, e nonostante il navigatore ci siamo persi (abbiamo seguito un'altra traccia!).

lunedì 11 ottobre 2010

Monti Simbruini: sul Monte Autore da Campo dell'Osso 10.10.2010

Ho ripreso l'attività escursionistica con una breve e facile camminata su montagne non troppo distanti da Roma, i Simbruini. Siamo partiti, Rita e io alle 7, e alle 14 eravamo a casa. Il percorso è in gran parte sulla carrareggia che parte dal parcheggio di campo dell'Osso, sopra Monte Livata, è adatto anche ai bambini (mi riprometto di farlo con i miei), ed è molto bello nei suoi colori autunnali. Sicuramente deve essere bello anche d'estate, perchè in buona parte nel bosco. Alle Vedute (1.753 m.) si piega a sinistra nel bosco, e in 15 minuti si raggiunge la vetta (1.856 m.), segnata da un esagono metallico dell'Istituto Geografico Militare. In tutto abbiamo impiegato 2 ore fra andata e ritorno. Qui ho registrato il  mio primo tracciato gps in montagna.
Da non perdere la pasticceria a sinistra prima di entrare a Subiaco!